Fossi tu stato in carcere (non dico per colpa mia, poichè questo sarebbe per me un pensiero troppo terribile, insopportabile), ma per colpa tua, per un errore tuo: un atto di fiducia riversato su un amico indegno, un passo falso nel pantano dei sensi, un’amicizia o un amore mal riposti, o tutte queste cose insieme, pensi che avrei lasciato che ti mangiassi il cuore nel buio della solitudine senza tentare in qualche modo, per quanto modesto, di venirti in aiuto, affinchè meglio sopportassi l’amaro fardello della tua disgrazia?
Pensi che non ti avrei fatto sapere che se tu pativi, io pativo con te; che se tu piangevi, anche nei miei occhi c’erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della detenzione ed eri disprezzato dagli uomini, con il mio dolore avrei costruito una casa in cui dimorare fino al tuo ritorno, un forziere in cui deporre, centuplicato, tutto quello che ti era stato negato, affinchè ti aiutasse a guarire?
Se un’amara necessità o cautela, ancora più amara per me, mi avesse impedito di esserti vicino, mi avesse derubato della gioia della tua vicinanza, pur tra le sbarre di una prigione e nelle sembianze del disonore, ti avrei scritto a proposito o a sproposito, nella speranza che una frase soltanto, una parola soltanto, magari un’eco spezzata d’amore, ti potesse raggiungere. Se ti fossi rifiutato di ricevere le mie lettere ti avrei scritto nondimeno, così che tu sapessi come ci fossero sempre lettere in attesa per te. De Profundis, Oscar Wilde
Pensi che non ti avrei fatto sapere che se tu pativi, io pativo con te; che se tu piangevi, anche nei miei occhi c’erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della detenzione ed eri disprezzato dagli uomini, con il mio dolore avrei costruito una casa in cui dimorare fino al tuo ritorno, un forziere in cui deporre, centuplicato, tutto quello che ti era stato negato, affinchè ti aiutasse a guarire?
Se un’amara necessità o cautela, ancora più amara per me, mi avesse impedito di esserti vicino, mi avesse derubato della gioia della tua vicinanza, pur tra le sbarre di una prigione e nelle sembianze del disonore, ti avrei scritto a proposito o a sproposito, nella speranza che una frase soltanto, una parola soltanto, magari un’eco spezzata d’amore, ti potesse raggiungere. Se ti fossi rifiutato di ricevere le mie lettere ti avrei scritto nondimeno, così che tu sapessi come ci fossero sempre lettere in attesa per te. De Profundis, Oscar Wilde